Giro in moto in Svizzera in 2 giorni: i grandi passi alpini

Circa 330 km in due giorni, senza contare l’avvicinamento a Domodossola e il successivo rientro a casa. Un giro in moto in Svizzera concentrato, intenso e con una quantità di tornanti sufficiente a perdere il conto già prima di pranzo.

Facciamo il punto

Divertimento
Paesaggi
Condizioni Strada
Ristorazione

Giorno 1

Da Domodossola al Sempione, Novena e San Gottardo

Partenza da Domodossola verso le 10, dopo una colazione come si deve da Ethò, entrando in Svizzera in direzione del Passo del Sempione. Occhio ai limiti, perché qui non si scherza e parlo per esperienza… La salita porta rapidamente in alta montagna, tra grandi vallate, prati alpini e pareti rocciose. Quando sono passato io c’erano anche parecchi lavori in corso, quindi il ritmo è stato più spezzato del previsto.

Si prosegue verso Münster, dove mi sono fermato per pranzo alla Goethe Stube, prima di affrontare il Passo della Novena. Qui il verde lascia progressivamente spazio alla roccia e a un paesaggio più spoglio e severo, quello tipico dell’alta montagna svizzera.

Poi arriva la Tremola, uno dei tratti più iconici di tutto il giro: tornanti strettissimi, pavé, muri in pietra e montagne tutto intorno. Bellissima. Le sospensioni, probabilmente, hanno un’opinione diversa. Così come le otturazioni, che hanno rischiato di saltare.
La Tremola porta al Passo del San Gottardo, tra rocce, laghetti alpini e un paesaggio quasi lunare, prima di scendere verso Andermatt, dove ho chiuso la prima giornata.

Giorno 2

Furka, Grimsel e Sustenpass in moto

Il secondo giorno si parte subito con il Furka Pass: prati e vallate lasciano progressivamente spazio a roccia, nevai e ghiacciai. Qui la sosta davanti all’iconico Hotel Belvédère è praticamente obbligatoria. Il problema è che non sei esattamente il primo ad aver avuto l’idea: se trovi posto al primo colpo, consideralo parte della fortuna del viaggio.

Dal Furka si prosegue verso il Grimselpass, dove dominano granito e laghi incastonati tra le montagne, per poi raggiungere il Sustenpass. Probabilmente il tratto che mi è rimasto più impresso: vallate verdi, cascate, pareti rocciose e ghiacciai sullo sfondo. Praticamente il catalogo completo delle Alpi svizzere, ma senza bisogno di sfogliarlo.

Scendendo dal Susten pausa pranzo al Sustenbrüggli, un posto semplice direttamente sulla strada del passo, frequentato dai motociclisti, con panini e piatti tipici. Esattamente quello che serve prima di ripartire.

Oberalppass e Passo del Lucomagno

Direzione Andermatt per affrontare l’Oberalppass, una strada spettacolare circondata da pascoli d’alta quota, montagne e laghi alpini. In cima c’è anche il famoso faro rosso, simbolicamente legato alle sorgenti del Reno: un faro a oltre 2.000 metri, in mezzo alle Alpi. Non è esattamente dove ti aspetteresti di trovarne uno. Ed è proprio questo il bello.

Ultimo grande valico del giro, il Passo del Lucomagno, dove il paesaggio cambia ancora: meno roccia, più prati, acqua e boschi man mano che si scende verso il Ticino.

Da qui si ritorna in Italia. Se volete utilizzare le autostrade svizzere serve la vignetta (che si compra online in pochi istanti); altrimenti si continua sulle strade normali.

Circa 330 km in due giorni, una raffica di passi alpini e centinaia di tornanti. Un weekend corto sulla carta, decisamente meno quando lo misuri in curve.
Stancante? Sì.
Ne vale la pena? Ogni. Singolo. Tornante.
Le informazioni e le descrizioni riportate si basano sull’esperienza diretta maturata durante il percorso, nelle condizioni riscontrate al momento del passaggio. Stato delle strade, fondo, traffico, eventuali chiusure o variazioni possono cambiare anche in tempi brevi. Non viene assunta alcuna responsabilità per difformità rispetto a quanto descritto o per eventuali conseguenze derivanti dall’utilizzo di queste informazioni. In caso di dubbi, usare sempre la testa e adeguare la guida alle condizioni reali.