Partenza da San Pellegrino Terme con colazione al
Briefing Café. Celebre per le sue acque minerali e per l’elegante architettura liberty che testimonia il suo glorioso passato termale, è il punto di partenza ideale per entrare rapidamente nel cuore delle montagne bergamasche.
La prima parte del percorso è interamente su asfalto e conduce verso la Val Taleggio, una delle valli più caratteristiche della Bergamasca. Si attraversa l’iconico Orrido di Taleggio, una stretta gola scavata nella roccia dove la strada corre tra pareti verticali, creando uno degli scenari più suggestivi dell’intero itinerario.
Arrivati a Vedeseta, fermati all’
Albergo Ristorante Bar dell’Angelo per acquistare il permesso necessario a raggiungere i Piani di Artavaggio lungo il tratto sterrato: i controlli ci sono e le telecamere funzionano. Non fare il furbo!
Da qui inizia la parte off-road. Il fondo alterna ghiaia, sasso smosso, terra battuta e alcuni passaggi rocciosi. La difficoltà generale resta contenuta per chi ha un minimo di esperienza con le maxi-enduro, ma alcuni tornanti ripidi e tratti al 20% di pendenza richiedono attenzione.
La ricompensa arriva ai Piani di Artavaggio, un ampio altopiano alpino sospeso tra le montagne, caratterizzato da pascoli, rifugi e panorami aperti che spaziano dalle Grigne alle Orobie. Se guidi una maxi-enduro il consiglio è fermarsi qui; con una moto specialistica puoi proseguire fino al Rifugio Nicola.
Per pranzo, sosta al
Rifugio Sassi Castelli, goditi la pausa rifocillati (pizzoccheri? Polenta? Entrambi!) e riposati.
La discesa conduce poi in Valsassina, una lunga valle incastonata tra il gruppo delle Grigne e le montagne lecchesi. Qui si torna sull’asfalto e il carattere del viaggio cambia ancora: strade scorrevoli, boschi, piccoli paesi di montagna e panorami che accompagnano il rientro verso Ballabio, chiudendo un itinerario che riesce a mettere insieme il meglio del turismo in moto e dell’avventura in fuoristrada senza mai diventare estremo.