Si parte da
Idro, con colazione alla
Pasticceria Dolci Emozioni. Il nome darà il tono della giornata. Da
Anfo si imbocca la stretta strada del
Baremone. I primi chilometri sono un susseguirsi di tornanti stretti su asfalto, poi arrivano
6-7 km di sterrato facile. Non bisogna però farsi prendere la mano e abbassare la soglia d’attenzione: qui i
guard rail non esistono e una scivolata potrebbe finire decisamente peggio di una semplice strisciata. A meno che non vi crescano le ali, naturalmente. Gli ultimi chilometri sono caratterizzati da un asfalto a gruviera fino al
Giogo del Maniva, dove il panorama riesce a farsi perdonare anche qualche buca di troppo.
La discesa verso
Bagolino è diversa: strada più stretta, curve piacevoli e poco spazio per fare gli eroi. Meglio lasciar perdere il polso destro e guidare puliti.
Svoltando verso la
Piana del Gaver, la musica cambia ancora. Fino al
Lago Dorizio, la strada è più aperta e scorrevole e permette di alzare un po’ il ritmo. Poi la strada si affianca al torrente e, nelle giornate più calde, è impossibile resistere alla tentazione di fermarsi, togliersi gli stivali e lasciare i piedi nell’acqua gelida.
Nella
Piana del Gaver fino al
Passo Crocedomini, non si viene per guardare il contagiri. Si viene per respirare. La strada sale lenta tra pascoli e boschi, attraversando uno degli angoli più selvaggi e meno antropizzati della Lombardia. Ogni curva sembra chiedervi di rallentare ancora un po’, come se volesse trattenervi lì qualche minuto in più. Gustatevela senza fretta, come fosse l’ultima curva della giornata. O dell’estate. È il genere di posto che ti svuota la testa, rimette in ordine i pensieri e ti fa prendere in seria considerazione l’idea di costruirti una baita e allevare becchi. Con le corna belle, ovviamente.
Dal rifugio del passo parte la strada bianca verso il
Dosso dei Galli e l’ex
Base NATO. Il fondo è semplice e alla portata di tutti, ma che panorami! Potete lasciare la moto e salire a piedi per esplorare gli edifici abbandonati, oppure proseguire fino al
Giogo del Maniva, dove panorami immensi e una sequenza di curve spettacolari mettono il punto esclamativo a uno dei giri più belli della Lombardia.
E siccome le farfalle nello stomaco sono emozionanti ma decisamente poco nutrienti, il gran finale è all’
Albergo Ristorante Dosso Alto. Perché va bene nutrire l’anima, ma anche lo stomaco pretende le sue attenzioni.